World Wide Without

 

Year: 2016

Lenght: 7min.

Sound: Walter Paradiso

Production: Fondazione Mondo Digitale

Shown at MaXXI, BNL – Media Art festival


Siamo partiti dalle immagini, mettendole in urto tra loro.

Far parlare le immagini, in una lingua possibile dietro di essa, ascoltandola con pazienza, ritrovando nel suo discorso le esperienze nostre reali. Le mie esperienze ma sopratutto quelle dei ragazzi. Le esperienze nuove e possibili.

Non mi interessava progettare strade nuove e dimostrare che proteggendo il nuovo si arrivi a migliorare il vecchio. al contrario, volevo dare ai ragazzi il sentore delle varie grammatiche possibili, e che ne diventassero non tanto padroni, ma scopritori, anche di quelle che incontreranno in seguito nei loro anni.

Ma una grammatica non se ne può stare da sola. Ci vogliono gli esercizi. E gli esercizi io li faccio fare camminando, lungo un fiume come lungo la timeline dell’editing.

World Wide Without. World Wide senza Web. Un progetto nato grazie al sostegno di Fondazione Mondo Digitale, realtà che da anni lavora nella diffusione intelligente delle piattaforme digitali, promuovendo innovazione e facendo attività di monitoraggio e tutela dei giovani nella questione complessa dell’uso di internet e dell’informatica – si veda l’attività intensa di lotta al fenomeno dei NEET, ma anche i tanti laboratori nelle scuole primarie e secondarie, soprattutto nelle periferie di Roma.

Ho lavorato in un Liceo Classico – lo storico “Virgilio” di Roma – con ragazzi appartenenti alla generazione successiva alla mia. Loro, testimoni di un’astrattezza dei mezzi con cui a poco a poco l’umanità tutta sta imparando a orientarsi, io testimone del passaggio da un pensiero analogico, materico, all’impalpabilità del digitale. Mi sono confrontato con ragazzi quindi che non avevano avuto esperienza diretta di un nastro che gira, un’audiocassetta riavvolta con la penna, di un tempo scandito a battito di mani. Ho chiesto loro di immaginare un mondo senza internet, o comunque senza l’attuale tecnologia che ci circonda, muovendoci così in un pianeta analogico e via via, attraverso la creazione di immagini e suoni, riavvicinarsi a quello attuale, digitale, più incorporeo e altrettanto affascinante di quello che lo precede.

La scrittura audiovisiva del video è stata una costruzione collettiva, che procedeva tra suoni granulari ottenuti con un microfono subacqueo che registrava lo sciogliersi di un’aspirina fino a quelli prodotti da un sintetizzatore, tramite diapositive di importanti dipinti trovati nell’aula di Storia dell’Arte come anche tramite immagini astratte create con un laptop.

Organico/Inorganico. Analogico/Digitale.

Un mondo passato che non cessa di inviare i suoi echi, e un mondo ancora in parte sconosciuto, di cui spesso si tende a farne apologia.