Squaring of Breath

 

Year: 2016

Lenght: 7min.

Choregraphy: Federica Cucinotta, Paolo Pisarra

Performers: Federica Cucinotta, Paolo Pisarra

Sound: Walter Paradiso


“For when we begin to meditate on the meaning of our own past it seems to fill all the world in its profundity and its magnitude”

Joseph Conrad (note on The Shadow line)

 

A video born as an exercise to let you hear, feel by an inner eye. Any narrative tangle should be adopted for that.

This video was shot beside a well -a bell tower- an architectonical and cultural link between a land and a sky. A vertical horizon where the darkness returns to threaten and jeopardize all around. A night journey where we lose some traits of our personality.

There is any conflict between light and darkness. We know that light always comes after darkness. And maybe today experienced conflicts don’t make a pure sense anymore. And maybe the most important achievement in our life is not to finish a prove but to became stronger and stronger during our path.

Like when you are in the sea, and the call of death come over and over into your consciousness. A terrifying situation for most of us but even enviable for other ones. The quiet as a premonition of mortality. The relief that is right there even if you can’t understand it while it pushes us towards a familiar reconciliation with an eternity stillness.

Then, an unexpected stride,

made of bronze and sound,

arrives.

And anything seems to be irreparable.

The feeling of something comes from an invisible dimension.


“Quando infatti prendiamo a meditare sul senso del nostro passato, questo sembra riempire il mondo intero in tutta la sua profondità e vastità”

Joseph Conrad  (nota su “Linea d’ombra”)

 

Un video-esercizio per far udire e sentire, continuare ad allenarsi con l’occhio della mente. Qualsiasi nodo narrativo dovrebbe essere usato per questo. E’ stato girato lungo un pozzo: un campanile, qualcosa che unisce, architettonicamente e culturalmente, una terra e un cielo.

Orizzonte verticale dove il buio torna a essere minaccia che stringe da ogni lato. Viaggio notturno dove ci si ritrova a cedere alcuni aspetti della personalità. Ma non c’è nessun climax luce/tenebra: il buio che precede l’alba è un dato scontato dell’esperienza e forse i climax già collaudati non sono più efficaci in questo nostro tempo. e forse finire la prova non è più così importante, quanto capire piuttosto che nel frattempo il carattere si sia temprato, abbia trovato una via.

Come quando, in mare, il richiamo della più estrema forma d’inerzia, la morte, pervade sempre di più la coscienza. una situazione terrificante ma per alcuni invidiabile. la calma come premonizione di annientamento, il sollievo che non si capisce ma c’è, spingendoci verso una famigliare riconciliazione con una immobilità eterna.

Poi basta una falcata, data senza preavviso.

Una falcata di bronzo e suono.

Nulla più è irrimediabile.

Ed è su un piano di invisibilità che arriva il sentore di qualcosa.